Veterinari e artigiani contro il latte in polvere in difesa del formaggio vero!

resistenzaPetizioneL’Ordine dei Medici Veterinari di Milano e Confartigianato abbracciano la campagna lanciata da Slow Food in difesa della legge 138 del 1974 che, unica in Europa, vieta nel nostro Paese il latte in polvere nelle produzioni casearie. Entrambe le realtà hanno firmato la petizione lanciata dalla nostra associazione per dire un chiaro NO ai formaggi standardizzati e senza personalità!

In occasione dell’edizione 2015 di Cheese, dal 18 al 21 settembre a Bra, Confartigianato prende posizione per la tutela di tutte quelle figure professionali che fanno la differenza nella qualità dei nostri prodotti lattiero caseari, motivo di orgoglio in tutto il mondo e portabandiera del made in Italy di qualità: «L’agroalimentare è un settore cruciale, tra gli indiscussi motori economici del Paese: nel primo trimestre del 2015 le esportazioni sono aumentate del 9,3% nonostante le difficoltà con la Russia. Eliminare questa legge significherebbe sgretolare un tessuto produttivo e commerciale costruito con fatica nell’arco di decenni, abbassando drasticamente la qualità dei prodotti caseari su larga scala. Così facendo, oltre a danneggiare i piccoli produttori, renderemmo le produzioni Dop e Igp meno accessibili alle fasce con minore potere d’acquisto e favoriremmo un meccanismo che inevitabilmente ridurrà gli standard qualitativi dei prodotti caseari», ha dichiarato in un recente comunicato stampa Marco Granelli, Presidente di Confartigianato for Expo.

Posizione condivisa dall’Ordine dei Medici Veterinari di MIlano, che ricorda come il latte magro in polvere rappresenti una minaccia per la qualità dei prodotti lattiero caseari, soprattutto per quelle produzioni tradizionali e artigianali per le quali la biodiversità del latte fresco è fondamentale. L’aggiunta del latte in polvere infatti ha come preciso scopo l’appiattimento e la standardizzazione del prodotto sia dal punto di vista del gusto, sia da quello delle proprietà nutrizionali e organolettiche.

«Nel latte liquido, gusto e sapore derivano dalla flora microbica del latte stesso, composta da svariate specie di lattobacilli: microrganismi totalmente non patogeni, dotati di spiccate attività enzimatiche, ovvero dei motori di reazioni chimiche naturali. Questi microrganismi si moltiplicano nel latte, ovvero utilizzano fattori nutritivi presenti in esso come zuccheri, proteine e grassi, metabolizzandoli e generando composti differenti, detti “flavours”. Sono proprio i flavours a caratterizzare, una volta ultimata la maturazione, la tipicità dei prodotti caseari. Il latte in polvere si ottiene privando il latte dell’acqua libera, elemento fondamentale per la crescita microbica. Pertanto la vitalità di questi microrganismi, essenziali per la caratterizzazione del prodotto finito, viene ridotta o alterata» ha dichiarato Gabriella Soncini, Medico veterinario, già Professore Ordinario d’Ispezione degli Alimenti presso l’Università degli Studi di Milano.

Difendi anche tu il formaggio vero: raggiungici a Cheese, dove in questi giorni continuiamo a raccogliere le firme per la petizione contro la direttiva UE sul latte in polvere. Siamo già più di 130.000!