Il formaggio che non ti aspetti: dieci curiosità a Cheese 2015

Se è vero che l’abito non fa il monaco, è altrettanto vero che il formaggio ha molti più volti e forme di quanti immaginiamo! Non ci credete? Allora Cheese è l’occasione giusta per verificarlo di persona. Non fermatevi ai prodotti caseari più noti, scoprite con noi dieci tra le curiosità imperdibili di Cheese 2015: le altre scovatele curiosando per le vie e gli stand di Bra!

geitostSe passeggiando per via Principi di Piemonte avvistate su una bancarella un cubo di colore marrone, non vi stupite, si tratta sempre di formaggio: è il presidio norvegese del Geistost artigianale del fiordo di Sogne. Oltre che per forma e colore, il Geitost è originale anche per il gusto, che è dolce e caramellato: chiedete ad Anna, dietro al bancone, di spiegarvi il motivo di queste particolarità!

«In Polonia, quando i casari tornavano dall’alpeggio portavano una forma di Oscypek che raffigurava un animale come dono per la famiglia», racconta Magda. Ma questo formaggio affumicato (Presidio Slow Food) si trova nelle forme più disparate: un cilindro, un fuso o addirittura un gallo! E se volete farvi un regalo, assaggiatelo caldo con la marmellata di ribes!

Manca ancora un mese alla fiera del tartufo ma giochiamo d’anticipo assaggiando il “tartufo bianco di Campania”. Ma non si parlava di formaggi? Ma sì, così viene chiamato il Presidio Slow Food del Conciato romano, il formaggio più antico d’Italia: ancora oggi Liliana lo produce come al tempo degli antichi romani facendolo riposare con vino, olio, peperoncino e piperna.

Torniamo all’estero con il Presidio romeno della Branza de burduf dei monti Bucegi, un formaggio misto di vaccino e ovino, conservato per tre mesi nella corteccia di abete: che gusto avrà creato la simbiosi fra resina e formaggio? Chiedete a Marian di raccontarvelo mentre ve lo fa assaggiare!

Al Mercato Italiano non perdetevi la scamorza farcita: il famoso formaggio a pasta filata è arrotolato e riempito con pomodorini, prosciutto crudo e rucola per un assaggio completo di Campania.

Qualche passo più in là fate un salto in Toscana visitando i numerosi stand che propongono formaggio stagionato in ingredienti diversi, dalle foglie di castagno all’orzo e al grano.

Da assaggiare assolutamente anche la focaccia dei Breaders: Davide Sarti e Pasquale Polito sono panettieri laureati al corso di Alto Apprendistato dell’Università di Scienze Gastronomiche, e a Cheese propongono focacce dai gusti insoliti come spalla cotta e mozzarella oppure melanzane grigliate con aglio olio e prezzemolo. A loro si uniscono Esmeralda Spitaleri e Giovanni Boari, mastri birrai dell’Unisg, che producono birra agricola in armonia con l’idea del perfetto prodotto artigianale.

Ma non abbiamo ancora cambiato continente! Ci manca lo stand Africa, all’incrocio fra via Audisio e via Principi di Piemonte, dove insieme ai Presìdi africani c’è una sorpresa: il saikouk, una versione meno nota del cous cous. In questa variante i granelli di semola non sono cotti al vapore ma nel latte di qualche giorno: il risultato è un sapore dolce e acidulo insieme, a cui non siamo abituati ma da non perdere!

Già che ci siamo cambiamo di nuovo continente! L’Alfieri ci porta in California, con la cena di lunedì sera «A taste of California» in cui gustare sapori tipici e vini del Sud Italia.

Per finire in dolcezza al Mercato Italiano concedetevi un Capraneve della Gelateria Cool, gelato al fiordilatte fatto con latte di capra, oppure un cono al gorgonzola alla Gelateria Strada, fatto con il gorgonzola dolce di Tosi: se siete curiosi di sapere come si prepara provate a farvi rivelare la ricetta dal mastro gelataio, noi non ci siamo riusciti! Nel cortile delle Maschili invece, in mezzo alle Cucine di strada, c’è il gelato alla robiola, ideato per l’occasione dal torinese Alberto Marchetti.

Abbiamo stuzzicato la vostra curiosità? Per assaggiare questa e altre curiosità avete ancora tempo fino a lunedì 21 alle 20. Venite a Bra, vi aspettiamo!

Francesca Monticone
f.monticone@slowfood.it