Ogni giorno il sistema paese perde 164 milioni di euro: è il fatturato dell’Italian sounding, cioé dei prodotti agroalimentari contraffatti e venduti come Made in Italy. 

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Mozzarelle che si chiamano Vesuvio o Dolce vita ma che vengono prodotte in Nuova Zelanda, il Parmesan prodotto in Polonia e altri simili sono soltanto alcuni esempi: la quasi totalità dei sughi pronti per pasta o dei provoloni venduti dalla grande distribuzione negli Stati Uniti e nel cui logo compare anche il tricolore, in realtà sono prodotti fuori dall’Italia. Ma c’è un altro livello di attacco al Made in Italy, ovvero quello criminale con i gruppi mafiosi interessati a gestire l’intera filiera alimentare, dai campi alla distribuzione fino a decidere che cosa arriva sulle tavole degli italiani e a che prezzo: basti pensare che per ogni euro investito se ne possono guadagnare da 60 a 100. Perché tutte le mafie, non solo quelle italiane, fanno affari con il cibo.

A questi temi è dedicato il convegno organizzato da Slow Food Italia e Comune di Bra:

Non ci par vero: le contraffazioni in ambito alimentare. 

Vino, extravergine, formaggi… la vita e i “miracoli” di un business ad ampio raggio, dalla frode conclamata all’Italian sounding formalmente ineccepibile. 

Sabato 21 settembre, Ore 9.30 (Audit. CRB – Via Principi di Piemonte, 12) 

Programma:

Saluti delle autorità

Intervengono:

Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia
Fabrizio Carrera, giornalista e autore del sito www.noitaliansounding.com

Lucia Decastelli, responsabile Controllo Alimenti e Igiene delle Produzioni dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta
Riccardo Deserti, direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano
Michele Fino, docente di Diritto Romano e Diritti dell’Antichità, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo
Sergio Marini, presidente Coldiretti
Giuseppe Vadalà, direttore della Divisione per la Sicurezza Agroambientale e Agroalimentare del Corpo Forestale dello Stato. 
Sergio Veroli, vice Presidente Federconsumatori

Modera: Mara Monti, giornalista de Il Sole 24Ore e autrice del volume Cibo criminale, Newton Compton (2013)

Iniziativa nell’ambito del progetto “Bra inimitabile” inserito nel Piano di Azioni territoriali di contrasto alla contraffazione promosso dall’Anci e finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per la lotta alla contraffazione.